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Castagne: una minaccia per la bilancia?

La castagna è un frutto che grazie alla sua composizione nutrizionale è stato sempre considerato il “pane dei poveri“.

Valori nutrizionali (per 100gr):
proteine: 2,9 gr
carboidrati: 36,7gr
grassi: 1,7gr
sali minerali: sopratutto potassio, fosforo e magnesio.

Si può notare subito un contenuto di proteine inferiore a confronto di altra frutta secca, come mandorle e noci.
Ciò che è ancora più evidente però, è l’elevato contenuto di carboidrati complessi.
Tale caratteristica non rende le castagne adatte a soggetti diabetici  ed è da considerarsi un cibo “a rischio” per chi ha in progetto di perdere peso.

Si sa che però non si può pensare all’autunno senza castagne e che la gola, è gola….
Il compromesso è presto fatto: quando proprio la voglia di castagne prende il sopravvento, concediamocele ma non come sfizio da aggiungere in coda al pasto, ma bensì come  fonte di carboidrati sostitutiva ai cereali ( pasta, riso, pane, cracker …).

Un altro consiglio per rinunciare ai sensi di colpa, ma non alle castagne, è di sfruttarle come spuntino post allenamento; grazie al loro contenuto di carboidrati concorreranno a riempire nuovamente le scorte di glicogeno che abbiamo consumato durante la seduta.

Nei supermercati è possibile trovarle anche sotto forma di farine. Tale farina è adatta a diverse lavorazioni da forno; un esempio su tutti il celebre dolce “castagnaccio“.
Essendo un alimento privo di glutine può essere un’ottima variante nella dieta dei soggetti celiaci o intolleranti (n.b: l’avvertimento resta sempre quello di controllare bene le etichette e l’elenco degli ingredienti per verificare che non ci sia stata l’aggiunta di altre farine o contaminazioni con glutine).

Come scegliere, conservare e consumare le castagne
– la buccia  deve essere integra, in quanto la presenza di buchi è indice di una contaminazione da parte di qualche animale parassita;
– la buccia deve risultare aderente alla polpa e non creparsi se “spremuta” con le dita; ciò sarebbe indice di poca freschezza del prodotto;
– immergendo le castagne crude e ancora con la buccia in un recipiente pieno d’acqua, potremmo subito individuare le castagne ormai non più fresche: saranno quelle che tornano a galla;
– un modo ottimale per conservarle è di congelarle una volta arrostite e sgusciate (consentirà di mantenerle anche per sei mesi);
– possono essere consumate in vari modi: fresche, secche, bollite, arrosto;

– per fac
ilitare la rimozione della pellicina che ricopre la polpa è necessario seguire tale procedimento: passarle da un ambiente refrigerato a quello bollente della cottura per poi esser nuovamente raffreddate con acqua fredda a preparazione ultimata.

N.B: la modalità di cottura delle castagne influenza il loro apporto calorico. A parità di peso (100gr, quindi circa 6 castagne di medie dimensioni);
– arrosto: 193 kcal

– bollite: 126 kcal

Ora i mezzi per fare delle scelte che minaccino il meno possibile la vostra bilancia ce li avete. Sta a voi!

Come sempre la miglior strada percorribile è la moderazione anche perchè, al di fuori dell’aspetto calorico, si tratta di alimenti che se consumati in abbondanza rischiano, in soggetti sia predisposti che non, di causare spiacevoli disturbi intestinali quali gonfiore e flautolenza.

 

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