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A cena fuori: questione di calorie

Problema

Claudia è a cena con amici e mentre legge il menù è convinta che qualsiasi scelta potrebbe compromettere la sua dieta e la sua linea. Per questo chiede consiglio a noi di Wellness che la guideremo verso la scelta migliore, senza compromettere il suo apporto calorico.

 

 

Partiamo dagli alcolici

“Vorreste ordinare prima da bere?”

Mentre un calice di vino rosso da 120 ml contiene 110 kcal, una birra da 400 ml conta circa 112 kcal. E per concludere il pasto un bicchierino di digestivo da 40 ml non ce lo toglie nessuno: 112 kcal! Per tenere bene a mente il gioco delle calorie, immaginate che una pinta di birra contiene circa 2 bicchieri di vino o due bicchieri di digestivo.

Quanto mi costa?

La prima cosa che Claudia dovrà fare per limitare i danni sarà leggere semplicemente la gradazione alcolicapresente sull’etichetta posteriore della bottiglia e scegliere la bevanda che le fornirà meno calorie possibili.

  • Maggiore sarà la percentuale di alcol, maggiori saranno le calorie assunte. Quindi se ha scelto un vino al 13% vorrà dire che su un bicchiere da 100 ml, 13 g saranno di alcol; e se ogni grammo di alcol contiene 7 kcal vorrà dire che un bicchiere di vino le fornirà esattamente 91 kcal ).
  • Ovviamente la birra avrà una gradazione alcolica inferiore rispetto al vino. Anche se ci sono delle birre che raggiungono gradazioni superiori anche al 12% e vini con gradazioni anche al 9%. Quindi se ha scelto una birra “leggera” a bassa gradazione, ad esempio al 4%, saprà che su un bicchiere da 400 ml il 4% di alcol corrisponderà a 16 g di alcol. E se ogni grammo di alcol apporta 7 kcal, otterrà 112 kcal, proprio come per un calice di vino. Peccato che una pinta di birra è 4 volte più grande di un calice di vino!
  • Per concludere, “cosa sarà mai un bicchiere di digestivo?”. Prendendo in considerazione un classico digestivo di 40 ml con gradazione alcolica al 40% ,apporteremo in tempi record esattamente 112 Kcal.

Il menù: Quante alternative!

La copertina è corta e le calorie totali da poter spendere per la cena sono quelle. Vediamo con Claudia 4 strade diverse per poter spendere 1000 kcal, la classica spesa calorica da considerare tutte le volte che usciamo per una pizza fra amici. Due qualitativamente inferiori e due di qualità superiore:

  1. 800 kcal per una pizza margherita , 112 kcal per una birra media e 112 kcal per un digestivo.
  2. 900 kcal per un cheese burger da 300 g, 112 kcal per una birra media (NO! niente patatine)
  3. 340 Kcal per una porzione di pollo alla piastra  , 160 Kcal per una porzione di patate, 40 Kcal per una porzione di insalata, 110 kcal per due calici di vino, 300 kcal per una fetta di cheesecake
  4. 300 kcal per una porzione di carpaccio di salmone, 150 kcal per una porzione di insalata di mare, 250 kcal circa per una grigliata mista di pesce , 160 kcal due calici di vino bianco , 132 kcal per un sorbetto al limone

E’ chiaro dopo questi esempi che ogni scelta non è scontata. A parità di calorie, il quantitativo degli alimenti potrebbe variare in base alla densità calorica di ogni alimento. Basta confrontare il numero di portate fra i 4 menù per capire come le calorie si concentrano insidiose all’interno di un solo alimento.

Per spiegarvi in termini pratici la densità calorica, Claudia potrà scegliere se mangiare un cheese burger (900 Kcal) oppure 2,7 kg di broccoli (sempre 900 kcal).

Per concludere

 

Qual è il vantaggio derivante dall’alternativa 3 e 4 rispetto alle prime due? Ovviamente è molto più probabile che Claudia dopo aver mangiato una pizza o un cheese burger abbia ancora fame e quindi ordini una porzione di patatine magari (500 kcal), rispetto ad un pasto caratterizzato da un primo, un secondo, un contorno, un dolce …

Negli ultimi due casi, sia per una questione mentale (ci sembrerà di assumere più cibo e quindi tenderemo a fermarci prima del dolce, per i sensi di colpa, probabilmente!), temporale,  che per una questione strutturale dei pasti, difficilmente assumeremo tutte e 1000 le kcal. Quindi vi sarà maggiore probabilità di assumere meno di quello che avremmo assunto ordinando un cheese burger e quindi avremo, in qualche modo, limitato un danno ormai preannunciato.

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