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Dieta: sicuro di dover dire addio a pasta e pane?

Per molti, mettersi a dieta, significa fondamentalmente una cosa: taglio netto a pasta, pane, pizza e simili.
Un sacrificio non da poco, ma pur di mandar via quei maledetti chili di troppo, si fa anche questo.
Se vi dicessi che l’esclusione dei carboidrati dalla dieta non è necessaria per raggiungere dei buoni risultati di performance e peso-forma?
Non ci credete? Vi spiego subito:

Alimenti a base di farinacei come pane, pizza e pasta sono composti in maggior percentuale da carboidrati complessi.
Una volta ingeriti, vengono scomposti fino a ottenere glucosio che è il carburante usato dal nostro orgnismo per produrre energia pronta all’uso.
Alcuni organi usano, in maniera quasi esclusiva, il glucosio per ottenere energia. Un esempio su tutti: il cervello (ha bisogno di circa 120gr/die per funzionare).
Il glucosio  che assumiamo mangiando carboidrati  viene quindi metabolizzato dagli organi, in parte rimane disciolto nel sangue e in un quantitavo massimo complessivo di circa 500 grammi viene stoccato nei muscoli e nel fegato come riserve di glicogeno.

 

DIETE LOW CARB ( a basso o nullo contenuto di carboidrati).

La logica delle diete  nelle quali si bandisce il consumo di pasta e pane, espressa in poche semplici parole, è la seguente: se non introduco carboidrati, il mio corpo sarò costretto a bruciare più grassi (altro substrato energetio di cui dispone l’organismo) per ottenere l’energia che gli serve per svolgere tutte le sue funzioni.
Purtroppo  non funziona esattamente così!
Non bisogna infatti dimenticare una regoletta biochimica secondo la quale “i grassi bruciano al fuoco dei carboidrati”.
Chiariamo subito: affinchè i grassi vengano bruciati all’interno del ciclo di krebs è necessaria la presenza dell’ossalacetato che è un composto che si ottiene a partire dal metabolismo dei carboidrati.
Quindi cosa succede in realtà: niente pasta e pane, niente carboidrati, niente ossalacetato, blocco del ciclo di krebs, difficoltà a bruciare grassi.
Il nostro organismo, per sopperire alla carenza di glucosio dovuto a una dieta priva/povera di carboidrati, demolisce il nostro muscolo così da poter trasformare le proteine in glucosio (gluconeogenesi).
Queste diete rischiano quindi di vanificare anche tutti i nostri sforzi fatti in palestra per cercare di aumentare la nostra massa muscolare e finiscono per remare contro anche alla nostra performance sportiva.
Aspetto ancor più importante e da non dimenticare: così facendo stiamo andando a demolire la massa muscolare che è il compartimento del nostro corpo più attivo a livello metabolico.
Al ragionamento consequenziale di prima aggiungiamo quindi: niente carboidrati, niente glucosio, conversione delle proteine muscolari in glucosio (gluconeogenesi), demolizione della massa magra, riduzione del metabolismo.

Qualcuno potrebbe però sottolineare il fatto che con una dieta priva di carboidrati si riesce a perdere due chili in meno di una settimana.
Queste diete sono effettivamente in grado di far ottenere questi risultati in modo repentino ma si tratta di fumo negli occhi.
In quei due-tre giorni avrete sì ridotto il vostro peso, ma non di certo la vostra massa grassa.
Eliminando i carboidrati dalla dieta, nell’arco di 48 ore avrete esaurito le scorte di glicogeno presenti nel nostro organismo (500gr circa distribuiti tra fegato e muscoli). Per di più, data la sua natura chimica, ogni grammo di glicogeno lega circa 2,7gr di acqua che verranno eliminate man mano che si consumerà tutto il glicogeno.
Facendo due rapidi calcoli: 2,7*500= 1350 gr di acqua persi.  A questo si aggiungono i 500gr di glicogeno dissipati ed ecco che abbiamo i (quasi) 2 kg di peso in meno. Come potete ora notare, non si tratta di grasso ma bensì di acqua e zucchero!

COME COMPORTARSI CON I CARBOIDRATI NELLA DIETA

Appurato che non è necessario e conveniente bandire alimenti come pasta e pane dalla dieta, vediamo quali accorgimenti seguire.

QUANTITà

È bene non assumere carboidrati in eccesso. Nel momento in cui il nostro fabbisogno energetico è soddisfatto e le nostre riserve di glicogeno sono sature, ogni grammo in più di carboidrati viene convertito in grasso ed ecco che i carboidrati invece di fornirci energia, ci “ingolfano”.
I livelli di assunzione raccomandati sono soggettivi. Dipendono dalla fisicità del soggetto, dal livello di movimento ( più si è fisicamente attivi e più carboidrati si possono mangiare) e dalla presenza di eventuali patologie.

QUALITà

È bene prediligere prodotti integrali. Quest’ultimi, seppur apportando quantitativi calorici simili ai prodotti equivalenti in forma raffinata, sono nutrizionalmente migliori. Contengono infatti una maggior quantità di fibre e micronutrienti (vitamine e Sali minerali).

MODALITà DI CONSUMO.

Quel che rende pietanze come la pasta una minaccia per la linea e la salute sono i condimenti con i quali le consumiamo.
Vi sono alcuni tipi di condimenti che nascondono molte calorie (panna, besciamella, pancetta, burro… ).
L’ideale è  abbinare la pasta con dei legumi o condirla con verdure e un goccio di olioextravergine di oliva.
Si trarra in questo caso di condimenti non molto calorici, nutrienti, sazianti e che aiutano a ridurre l’indice glicemico della pasta.
Bisogna inoltre evitare di mangiare sia pasta che pane nello stesso pasto; è meglio alternarli altrimentisi rischia, con maggior facilità, di eccedere con la porzione di carboidrati giornaliera.

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