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La dieta chetogenica

La dieta chetogenica è una dieta che induce nell’organismo la formazione di sostanze acide definite “corpi chetonici” (da cui il nome) come il beta-idrossibutirrato, l’acido acetacetico e l’acetone. La produzione di corpi chetonici avviene quando si assume una quantità molto bassa o nulla di zuccheri, ad esempio in caso di digiuno o di dieta molto ricca di grassi. In questo caso l’organismo ed il cervello, in particolare, utilizzano i corpi chetonici come fonte di energia.

dieta chetogenica

La dieta chetogenica può essere seguita da soggetti con:

  • epilessia
  • riduzione del peso
  • diabete
  • parametri di rischio cardiovascolare
  • acne
  • patologie neurologiche
  • pcos (ovaio policistico)
  • tumori

La dieta chetogenica è l’unica terapia attualmente disponibile per malattie in cui esiste un’alterazione nell’utilizzazione di carboidrati (zuccheri) e quindi un deficit nella disponibilità di energia nel cervello, come la malattia da carenza del trasportatore di glucosio cerebrale (GLUT 1) e la carenza di un enzima, denominato piruvato deidrogenasi. L’uso della dieta chetogenica permette al cervello di disporre di un carburante alternativo allo zucchero.

Pro e contro della dieta chetogenica

In generale, la dieta chetogenica è ben tollerata dalla maggioranza dei pazienti. Tuttavia, come tutte le terapie, anch’essa può presentare alcuni effetti collaterali. Essi possono sopraggiungere dopo poco tempo dall’inizio, oppure dopo alcuni mesi; si parla pertanto di complicanze a breve e lungo termine. Il trattamento viene impostato in modo tale da prevenire o ridurre al minimo l’insorgenza di tali complicanze.

Si raccomanda comunque di segnalare al medico qualunque disturbo che compaia dopo l’inizio della dieta.

  • Principali complicanze a breve termine: nausea e vomito, diarrea, rifiuto del cibo, inappetenza, sonnolenza, ipoglicemia (bassi livelli di zucchero nel sangue), disidratazione, acidosi (aumento di sostanze acide nel sangue).
  • Principali complicanze a lungo termine: stitichezza, alterazioni di parametri di laboratorio, quali iperuricemia (aumento dell’acido urico nel sangue), ipocalcemia (diminuzione del livello di calcio nel sangue), ipoproteinemia (diminuzione della quantità di proteine nel sangue), calcolosi renale (formazione di calcoli nelle vie urinarie), acidosi (aumento di sostanze acide nel sangue), ritardo della crescita.

Raccomandazioni generali per un dieta chetogenica equilibrata

L’indicazione generale per tutta la popolazione è quella di variare ed alternare la scelta dei cibi, in modo tale da garantirsi una dieta completa ed equilibrata nell’apporto dei vari nutrienti (proteine, grassi e carboidrati). Secondo tale impostazione, i grassi rappresentano una percentuale non superiore al 30% e gli zuccheri il 50-60% dell’energia, il che si traduce mediamente in un apporto minimo di 200 grammi di zuccheri al giorno. Per semplificare le raccomandazioni, i cibi sono classificati in Gruppi alimentari omogenei dal punto di vista della composizione nutrizionale come segue:

Le raccomandazioni di assunzione dei vari gruppi alimentari nella dieta normale sono illustrate graficamente dalla piramide alimentare:

La dieta chetogenica nello specifico

La dieta chetogenica è una dieta terapeutica e pertanto non valgono le regole su cui si basa la dieta equilibrata che segue il modello alimentare mediterraneo. Nella dieta chetogenica i grassi rappresentano l’87-90 % delle calorie e gli zuccheri meno del 5% per cui il contenuto è ridotto fino ad un minimo di 10 grammi al giorno. Questo non deve in alcun modo spaventare perché l’organismo si può adattare ad un a dieta povera di carboidrati, ma occorre tenere presente che la dieta va sempre impostata e controllata da un esperto in nutrizione (nutrizionista, dietista, medico). I carboidrati non vengono considerati nutrienti essenziali al pari di alcuni acidi grassi, aminoacidi o vitamine, in quanto l’organismo umano ha la capacità di sintetizzare glucosio a partire dagli aminoacidi e dal glicerolo; i fabbisogni energetici possono essere soddisfatti anche da lipidi e proteine in carenza di carboidrati.

Nella dieta chetogenica le riserve di carboidrati sono le prime ad essere esaurite. Dopo meno di un giorno di digiuno l’organismo dipende dalla sintesi endogena di glucosio e dalla deviazione del metabolismo verso l’utilizzazione dei grassi di riserva. In condizioni fisiologiche si ritiene tuttavia necessario introdurre una quota di carboidrati sia per prevenire un eccessivo catabolismo delle proteine corporee sia per evitare un accumulo di metaboliti come i corpi chetonici nel caso dei grassi o l’urea nel caso delle proteine. Inoltre l’eliminazione degli alimenti fonte di carboidrati comporta carenze di vitamine, minerali e fibra alimentare.

Nella dieta chetogenica la rappresentatività dei vari gruppi alimentari cambia, come si può notare dalla  seguente piramide:

I grassi da condimento giocano un ruolo importante, perché fonte di energia e per l’apporto di acidi grassi essenziali e vitamine liposolubili, delle quali favoriscono anche l’assorbimento. Da non trascurare l’aspetto edonistico: i grassi contribuiscono ad esaltare il gusto e la componente aromatica dei cibi. Si suddividono in grassi di origine vegetale (in particolare l’olio extravergine d’oliva) e di origine animale (come burro, panna, lardo, strutto, ecc). Nell’elaborazione della dieta chetogenica si cerca, ove possibile, di privilegiare i grassi di origine vegetale. In aggiunta può essere utilizzato un olio ricco di acidi grassi a catena media (MCT) che sono particolarmente chetogenici (per esempio olio di cocco).

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la dieta chetogenica non fa ingrassare.

I protocolli della dieta chetogenica

Diversi sono i protocolli in base alla modalità con cui si decide di indurre chetosi:

  • con restrizione calorica e induzione di chetosi con digiuno
  • senza restrizione calorica e digiuno, con o senza grassi MCT (trigliceridi a catena media)
  • in alternativa dieta a basso indice glicemico

Un ’esempio di dieta chetogenica che può essere usata in caso di obesità grave è la dieta chetogenica VLCD (Very Low Calorie Diet) che prevede:

  • un apporto di carboidrati < 50 g al giorno
  • dieta normoproteica e normolipidica chetogenesi
  • glicemia LCD (Low Calorie Diet) 80-120 mg/dl contro la glicemia nella chetogenica 65-80 Mg/dl
  • concentrazione nel sangue dei corpi chetonici = 4 mmol/dl fino a 7/8 mmol/dl

Per il mantenimento della chetosi è essenziale un basso apporto di zuccheri, che viene monitorato nel tempo tramite la misurazione della chetonuria (livelli di chetoni nelle urine) e, quando possibile, della chetonemia (livelli di chetoni nel sangue). Il valori di glicemia e chetonemia capillare possono essere comodamente rilevati a domicilio mediante una macchinetta detta reflettometro.

Mediamente una dieta bilanciata apporta con gli alimenti circa g 1000 di acqua mentre la dieta chetogenica ha un apporto ridotto a circa 250-300 g di acqua al dì per la particolare scelta degli alimenti. L’assunzione di liquidi che va sempre incoraggiata sotto forma di bevande non zuccherate, va individualizzato anche in relazione al livello di attività o al clima. La dieta viene calibrata sui fabbisogni specifici del paziente in riferimento a peso ed età. Nonostante ciò per la particolare scelta di alimenti risulta carente in minerali e vitamine e richiede quindi una adeguata supplementazione mediante utilizzo di integratori sugar free. L’elaborazione ed integrazione adeguata della dieta chetogenica deve pertanto essere affidata ad un team di esperti che valuti lo stato di nutrizione basale e apporti le eventuali modifiche necessarie nel corso del trattamento.

E’ fondamentale avere un’idea esatta di come dovrà essere gestita la dieta poiché, come si evince, risulta essere molto restrittiva. La dieta chetogenica può essere iniziata in ospedale o a casa secondo due diversi protocolli standardizzati e in base alle decisione del medico specialista.

Generalmente la dieta prevede tre pasti: colazione, pranzo e cena. Ogni pasto è equivalente, ha lo stesso rapporto chetogenico ed apporta la stessa quantità di energia e nutrienti (proteine, grassi e zuccheri). E’ molto importante organizzare in anticipo sia il momento della spesa che quello della preparazione del pasto.

Secondo le linee guida più recenti la dieta chetogenica andrebbe seguita per minimo 3 mesi prima di sospenderla per inefficacia. Il ciclo può anche essere ripetuto nel tempo qualora vi sia la necessità. In caso di emergenza può essere interrotta bruscamente sotto controllo medico mentre di norma il procedimento di sospensione viene intrapreso abbassando progressivamente il rapporto chetogenico da 4:1 a 3:1 a 2:1 a 1:1 fino a tornare alla dieta abituale.

 

 

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