Search for content, post, videos

Olio di cocco: promosso o bocciato?

Forse con meno clamore dell’olio di palma ma anche l’olio di cocco si è guadagnato un posto nel panorama gossip alimentare!
Se ne è sentito parlare tanto ma in maniera confusa: fa bene? fa male?

Per chi fino ad ora si è tenuto lontano da queste discussioni, spieghiamo un po’ di cosa stiamo parlando.
L’olio di cocco è un grasso vegetale. Si tratta dell’olio, quindi della parte lipidica, estratta dalle noci di cocco.

olio-di-cocco

I primi nodi vengono al pettine quando si va ad analizzare la composizione lipidica dell’olio:
91% acidi grassi saturi
6% acidi grassi monoinsaturi
3% acidi grassi poliinsaturi

Salta subito all’occhio l’elevatissima percentuale di acidi grassi saturi che, se da una parte consentono una migliore e vantaggiosa conservazione del prodotto che non irrancidisce, dall’altra rappresentano una minaccia per il nostro organismo.
è vero che non tutti gli acidi grassi sono uguali tra loro, ve ne sono di più e di meno innoqui ma di certo nessuno è alleato delle nostra salute!

Andando nello specifico troviamo i seguenti acidi grassi saturi:
– laurico 52%
– miristico 20%
– palmitico 9%
I primi due sono acidi grassi a corta catena, vale a dire acidi grassi più facilmente digeribili e assimilabili e che non vanno a formare i trigliceridi ma rimangono “liberi” in circolo, legati all’albumina. Ciò li rende perfetti per chi ha problemi di assorbimento dei grassi e per gli sportivi che, negli acidi grassi a media catena, trovano dei substrati disponibili all’ossidazione e quindi una fonte mediamente rapida di energia.
Il problema è che nella maggior parte dei casi tali grassi non vengono bruciati ma bensì permangono in circolo causando danni alle arterie e aumentando il rischio cardiovascolare. Per tali motivi io eviterei di farne uso (anche se spesso non è consapevole in quanto viene utilizzato nella preparazione dei prodotti industriali) e  soprattutto abuso andandoselo a comprare!

All’opposto di tali osservazioni si è diffusa la notizia che tale olio è in grado di agire sul colesterolo, migliorando il rapporto HDL/LDL.
Su tale argomento c’è una forte carenza studi clinici. La maggior parte degli articoli riguarda infatti sperimentazoni su animali che, non necessariamente, mostrano evidenze poi confermate sull’uomo.
Le prove di questi presunti benefici sono quindi molto esigue mentre sul rischio cardiovascolare associatoal consumo di acidi grassi saturi esiste di certo una letteratura più ricca e solida. .

Abbiamo di fronte un chiaro esempio di come il marketing, vedendo gli estremi per poter venere dei supplementi a base di olio di cocco, possa prendere il sopravvento sulla scienza. Il tutto dando il là a dibattiti e scuole di pensiero ancora contrapposte.

Ora vi pongo io una domanda:

Per quale motivo dobbiamo per forza complicare le cose andando in giro a cercare chissà quale alternativa miracolosa ( presunta tale!) quando abbiamo sotto il naso la soluzione migliore??

Già, perchè in Italia abbiamo la fortuna di avere a disposizione l’olio extravergine d’oliva , il cardine della dieta Mediterranea.
Sull’olio EVO possiamo dormire sogni tranquilli: molteplici studi confermano si tratti di un prodotto qualitativamente e nutrizionalmente molto valido e sicuro, ricco di acidi grassi monoinsaturi.
Quindi, perchè andare a cercare altro??
Vi consiglio di valutare l’utilizzo dell’olio di cocco per le sue proprietà cosmetiche ma per la vostra tavola, scegliete altro!

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *