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Zucchero di canna VS zucchero bianco

Lo zucchero è ormai da diverso tempo sul banco degli imputanti.
Ad essere demonizzato è lo zucchero bianco o saccarosio, per intenderci, il classico zucchero da cucina.
Ecco quindi che ormai in ogni bar, ristorante, supermercato fa la sua comparsa lo zucchero di canna, con il suo caratteristico colore brunito, considerato salutare o comunque una scelta migliore rispetto al suo stretto “parente”.

Se prendiamo in analisi le due varietà noteremo che chimicamente, le molecole di zucchero bianco e quelle di zucchero di canna sono identiche. Indistinguibili dal nostro organismo.
Entrambi i tipi di zucchero forniscono lo stesso quantitativo di energia: 4kcal/grammo. Non bisogna quindi credere a chi, sbagliando, afferma che lo zucchero di canna sia meno calorico o addirittura dietetico rispetto al corrispettivo bianco.

La differenza tra i due sta nel fatto che lo zucchero di canna non è completamente raffinato e subisce una lavorazione leggermente diversa. Il suo sapore e il suo colore peculiare sono dati dalla presenza di residui vegetali, la melassa, composto che non ha particolari qualità nutrizionali.

Si tende a valorizzare lo zucchero di canna in quanto alimento ricco di vitamine e sali minerali. è solo una mezza verità. Lo zucchero grezzo è infatti del tutto privo di vitamine.
Per quel che riguarda i minerali, il contenuto è da considerarsi irrisorio, ben lontano dal soddisfare il nostro fabbisogno giornaliero di micronutrienti. Un esempio concreto: per soddisfare la metà del fabbisogno giornaliero di potassio, bisognerebbe assumereben  2kg di zucchero, di certo non un quantitativo consigliabile!

A differenza dei grassi, nel caso degli zuccheri non si può parlare di zuccheri “buoni” o “cattivi”. Ciò che rappresenta la vera discriminante nell’impatto sulla salute è la quantità.
La quota di zucchero che la Società italiana di Nutrizione consiglia ad una donna “tipo”  (dieta da 2000kcal) è di 75gr di zuccheri  semplici, il che vuol dire circa 7-8 cucchiaini.
Nessuno di voi arriva a tanto? Attenzione,  perchè per zucchero non si intende solo quello che aggiungiamo al caffè ma anche quello contenuto nella frutta, nei biscotti e nelle merendine, nelle bevande gasate e zuccherate… e vi assicuro che ci vuole ben poco per raggiungere questa grammatura nei confronti della quale sarebbe meglio, per la nostra salute, mantenerci in difetto.

Consigli e alternative
Se proprio non riuscite a fare a meno nell’utilizzare lo zucchero, optate per quello Mascobado. Magari non l’avete mai sentito nominare ma tranquilli, si trova comodamente nei grandi supermercati. Si tratta di uno zucchero integrale, meno lavorato, molto saporito e che quindi ci costringe a utilizzarne molto meno.

Si, perchè il vero consiglio è quello di cercare di ridurre il più possibile le quantità di zucchero consumate.
Se parliamo di quello che aggiungiamo volontariamente al nostro tè o al nostro caffè, dobbiamo cercare gradualmente di metterne sempre meno fino ad arrivare a eliminarlo. Il vero caffè è amaro e per tè e tisane anche una puntina di miele può bastare.
Ragionando invece sull’apporto di zucchero attraverso gli alimenti, dobbiamo esser bravi a scegliere quei cibi che ne contengono in quantità modeste ma che allo stesso tempo ci offrono fattori protettivi per la salute (micronutrienti, fibre, antiossidanti…) come la frutta e la verdura. Evitare invece di acquistare quegli alimenti che oltre a essere ricchi di zuccheri apportano “calorie vuote”  ovvero povere di vitamine, minerali ma ricchi di grassi e sale come accade coi cibi industriali.

Più mangiamo cibi ricchi di zucchero, più il nostro palato si abitua a questo sapore andando a cercare pietanze ancora più dolci. Si crea una sorta di assefuazione. Bisogna quindi fare in modo di disintossicare le papille gustative.  Bastano poche settimane di astinenza da zucchero per portarci a percepire come meno amari dei cibi e troppo dolci, quasi “stomachevoli” degli altri che prima a mala pena ci davano gioie!
Si tratta di apportare, con gradualità ma costanza, delle piccole variazioni alle nostre abitudini che però possono fare la differenza sulla nostra salute.

 

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